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La televisione oggetto del desiderio

Francamente ne faccio volentieri a meno, mi annoia ed è troppo ripetitiva. al massimo qualche telegiornale di corsa tanto per non perdere troppo di vista il “quotidiano” (inteso come la vita di tutti i giorni) di cui perarltro cerco di abusarne il meno possibile. eppure quando sento la voce di Pino divento improvvisamente attento indipendentemente dagli argomenti trattati. è vero che lo mandano sempre dove ci sono le “disgrazie”: guerre, attentati, mafia, droga e malesseri vari di questa tormentata umanità. mi affascina la passione con cui svolge il suo lavoro, preciso ed immediato un bell’esempio di informazione moderna anche se specializzato in catastrofi e poi con una grossa macchia incancellabile professionale, è lui l’ (ir)responsabile artefice del kruger comunicatore. mi diede fiducia nel 1973 (?) quando timidamente chiesi di collaborare al “Corriere Adriatico” testualmente perchè “mi piaceva la musica”. fra di noi c’è sempre stata una profonda stima e da allora un’autentica e spontanea amicizia e la frase più bella che posso dire di lui, a parte la sua assoluta bravura professionale, è quella che raccolgo dalle persone che lo conoscono (anche per la prima volta): “è una brava persona !!!”, una virtù assai rara in una società come questa che per un pizzico di successo ci si venderebbe volentieri di quel che resta della nostra anima. grazie, a nome della “tribù del mail jockey” per la collaborazione che mi offri. per ora caffè pagato, la casa non offre di più !!! Kruger 9 dicembre 2000 Mail Jockey

Dov’è il dolore, là il suolo è sacro.
Oscar Wilde (1854 – 1900)
scrittore e poeta irlandese

Ho tenuto spesso spenta la tv in questi giorni. Non tanto per sottrarmi allo strazio di questa povera gente che va aiutata e compresa nella disperazione di questo tragico momento. Ma per un motivo ben preciso, il disgusto nei confronti di quella maldestra informazione che ho dovuto subire. Abbiamo assistito alla spettacolarizzazione del dolore quasi fosse un maldestro circo di periferia. Riesco a salvare Pino Scaccia e pochissimi altri colleghi nell’infinito mare della mediocrità di frasi già dette. E che dire, poi, di quel pericoloso e morboso bisogno di speculare sul dolore altrui. Una volta tanto la compostezza, l’equilibrio e l’efficenza delle istituzioni vanno premiate con un pubblico apprezzamento. Ho trovato semmai intelligente un servizio in cui ci si domandava come mai mentre le costruzioni moderne di case e chiese vanno in briciole, le grandi costruzioni degli antichi romani continuano indenni a resistere. Ecco che ci accorgiamo che è il percorso dell’uomo a commettere sempre gravi errori dove poi a pagare è sempre la povera gente. E per questa volta ho evitato di scomodare il Padreterno, non riuscirei, in questo momento, ad essere molto comprensivo con lui… (kruger 08.04.09)

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