Andare a Firenze è stato veramente utile. Ho capito, girando per la Fortezza pullulante di persone, idee e associazioni e poi immergendomi nel grandissimo corteo quanto grande sia la mistificazione e la nebbia che gira attorno al Movimeno, così come intorno agli infiniti e “irregolari” movimenti della società. Ieri tutti hanno dato una grande prova di maturità e una notevole lezione di politica e di vita. Luca Di Ciaccio
Con Luca ci siamo incrociati dentro la cittadella. E’ bello constatare che dietro il velo del web ci sono persone.
Ci sono stati più incidenti a Firenze per il social forum o a Bergamo per Atalanta – Modena? Che sistema politico / informativo abbiamo che scrive sul pericolo che accada qualcosa e non su ciò che accade realmente? Ma Oriana Fallaci dove era quando la “compagine orobica” veniva sconfitta? L.
Non è per infierire dopo il grande e festoso successo del corteo per la pace di oggi, ma – esprimendo un sentimento piuttosto diffuso qui all’ombra del Cupolone – vorrei invitare quei personaggi nati a Firenze, ma residenti altrove da decenni, a evitare d’ora in poi di ergersi – senza che nessuno glielo abbia chiesto – a unici ed eroici difensori della città. Se la amano tanto, tornino a viverci; altrimenti smettano di rompere e di squalificarci di fronte al mondo intero. Cesare Bardaro (Firenze)
“…avrai discorsi chiusi dentro mani che frugano le tasche della vita ed una radio per sentire che la guerra e’ finita…” anche l’ultima delle guerre e’ finita. Questo e’ l’augurio che un tempo Claudio Baglioni. regalo’ ad una generazione futura raffigurandola in suo figlio. Ed oggi quella la stessa generazione si trova a ripetere quell’augurio tramite slogan o semplicemente patecipando compatti ad una manifestazione che ha lo scopo di dissentire varie ingiustizie e a rivendicare una pace sempre piu’ lontana Ed eccoli li’ insieme ad altre fasce di eta’ tutti in fila per poter salire su quel treno, quel treno dove… “..dove le ombre corte dei bambini non si fermano in un pianto lasciate indietro dalla fretta degli adulti… dove gli uccelli tagliano l’autunno e l’aria non si rompe in uno sparo,dove i soldati tomano alle case e si accovacciano coi figli a colorare un cielo un po’ piu largo di fururo… “Silvia Mattolini
Attila non e’ arrivato e gli Unni non sono riusciti a radere al suolo Firenze. La Fallaci si e’ morsa la lingua (e sarebbe ora!), ma il bello e’ che i nostri governati, che avevano passato giornate a mettere in guardia l’opinione pubblica per la quasi certa guerriglia urbana, si sono in qualche modo presi il merito di una manifestazione andata a buon fine. E nessuno riesce a capire ancora come vanno le cose. Il potere dell’immagine e’ talmente grande da fregare coloro che se ne stanno in poltrona e pretendono di sindacare sugli eventi che non vivono direttamente. Quepos
merita di essere riletto oggi l’insulto ai fiorentini di Oriana Fallaci, classe 1930, fiorentina merita di essere letta la mail che ho ricevuto da un amico, classe 1926, genovese: «Non so se avete visto l’Unità di oggi [venerdì]. A pagina 6 c’è una foto. Un gruppo di giovani durante i lavori di una sessione di ieri del Social Forum. L’ho guardata e riguardata. Dovevo dire a qualcuno le mie impressioni. Ho cercato Lorenzo [il nipote ventenne], ma non c’era. Così sono a voi. Ecco, mi sono detto, i barbari della Fallaci, “le false colombe pacifiste”; che Firenze si metta il lutto, che si rintani impaurita! Mi spiace se non l’avete vista. Vale per me più di tutte le risposte alla Fallaci. La riguardo ora: sguardi intensi, concentrati: ragazzi e ragazze. Sembra non vogliano perdere una parola. Una foto che vale cento articoli, favorevoli o accusatori sull’incontro. E’ la risposta da mandare alla Fallaci, a Zeffirelli e a tutti gli uccelli del malaugurio. Ora sono più contento ripensando alla presenza a Genova per il G8 di Lorenzo e i suoi amici”. Melba
Bentornato da Firenze! per favore, se hai tempo e se puoi ci scrivi cosa è uscito da lì, se ci sono stati documenti “politici” redatti, ecc. ecc. e quello che non è stato scritto sui giornali ma che è accaduto? di cosa si è parlato? cosa ha visto un “occhio attento” che può raccontare solo (sig!) su un blog? sarebbe bello … Paola
Ma non c’e’ molto altro da raccontare se non quello che hanno scritto tutti i giornali. Una grande festa, una babele colorata, divertente e soprattutto confortante. A livello professionale la conferma che c’e’ una lotta furiosa all’interno del movimento. Tutti si vogliono mettere in mostra. Ma tutto sommato e’ positivo, visti i risultati. Sono stato bene. Dopo Genova, ne avevamo tutti bisogno.
Eh no, caro signor Pino Scaccia. Mi spiace, dal basso della mia ignoranza, contraddirla. Sui giornali, quanto in tv, non è stato raccontato il vero Social Forum. E la mia non è la solita sterile polemica sulla piaga della disinformazione, è semplicemente una constatazione. Io ero lì, insieme a Franco Bellacci e a Mim*mima, come tanti altri blogger e quello che abbiamo raccontato sui nostri blog io non l’ho letto sui giornali né sentito in molti tg. Anzi, io e Martina – la parte femminile di samueleventuri.blog abbiamo DOVUTO – perchè era un obbligo – intraprendere una lunga discussione con l’inviata di Studio aperto, riportata sul nostro blog. Samuele Venturi
La verita’ non e’ mai una sola. Ma e’ molto bello conoscerle tutte.
Oggi non ho nulla da fare, se non guardare i treni passare fuori dalla finestra e l’imbrunire piovoso di una città che mi ospita e non è la mia. Non ero a Firenze, ci sono passata ieri per caso attraversando un bel pezzo di Italia e guardando fuori dal finestrino di un treno. A me piace guardare; visto che non ho nulla da fare, voglio considerare- azione faticosa- A me piace anche considerare. Perché non facciamo di Firenze solo e soltanto ciò che è stato? Perché al solito è sempre meglio utilizzare il considerare non in modo costruttivo, ma distruttivo, si sa che tira di più una maceria che un pelo di? La guerra poi la faranno ugualmente, certo che sì, il petrolio tira molto più di tutti i peli?. Ma non la faranno in nome e per conto di chi non si stancherà mai di esserci per essere contro, e più si sarà e meglio si starà. Non è semplicistico, basterebbe portarsi dentro ciò che non è stato solo Firenze ma tutte quelle regole che dovrebbero essere dettate, in teoria, dal buon senso. E il buon senso è merce carente nella malattia cerebrale che governa tutti i mondi. Io sono stanza del blaterare continuo di liberi o meno liberi pensatori, di coloro che fanno ricorso ai massimi sistemi per spiegare cose che hanno la stessa facilità di esplicazione di un banalissimo 2+2. Insomma basterebbe pensare ai termini usati per chiamare le cose. Vi siete mai resi conto che quando si parla di G8 si parla dei GRANDI e dei POTENTI del mondo? Vi siete mai resi conto di quale minchiata sia chiamare GRANDI certe cose? Vi siete mai chiesti per esempio, quale GRANDE paese possa mai aver usato una MINA ANTI UOMO? Vi siete mai domandati il senso reale del termine MINA ANTI UOMO? C?è stata una testa che è riuscita a creare un oggetto atto alla distruzione dell?uomo. Ci sono stati uomini che hanno fabbricato oggetti atti alla chiara distruzione dell?uomo. Ci sono stati GRANDI paesi che hanno seminato oggetti atti alla distruzione dell?uomo. Che si fa allora? E? logico chiamare questi paesi grandi? E? altrettanto logico abbassarsi le mutande davanti alle voglie di un bush di turno? No, non credo che lo sia. Ecco uno dei miseri sensi di Firenze, di una Firenze di un Porto Alegre, di tutte le Firenze che verranno. Con o senza macerie, con o senza la TV. E poi? Possiamo imparare una volta per tutte che le cose accadono anche se non lo dice la TV. Le cose accadono, quando noi le facciamo accadere. Io mi rimetto a guardare i treni e smetto di considerare.
Io credo, onestamente, che stavolta gli attacchi all’informazione siano esagerati. Certo, non tutti i giornali sono stati completi nel raccontare. Ma in senso generale come si fa a dire che Oriana Fallaci non e’ stata attaccata per quell’uscita infelice, che Zeffirelli non sia stato ripreso e soprattutto come si fa a dire che in Tv non e’ stato sottolineato il successo del social forum? Io lavoravo, dunque non ho visto gli altri tg, ma so che per il Tg1 (che non e’ l’ultima testata) ho fatto due dirette da Camp Darby e poi il giorno della manifestazione mi sono collegato alle 13,30, alle 17 e alle 20 (cioe’ inizio, meta’ e conclusione del corteo) dando le cifre: mezzo milione per la questura, un milione per gli organizzatori. Mandando in onda anche le immagini dell’elicottero che davano compiutamente l’idea del serpentone di sette chilometri. Nell’edizione delle 20, la piu’ importante, ho fatto vedere la festa, in pieno svolgimento, con balli e musica in diretta. E il giorno prima avevo seguito Sigfrido, vecchio anarchico fiorentino, in giro per i negozi di Firenze a ringraziare chi teneva aperto. Adesso ho letto i blog segnalati da Samuele. Tutti bei racconti, interessanti, ma dov’e’ lo scoop? Insomma, che c’e’ oltre a quello detto dai grandi giornali? Dimenticate l’allarme prima del social forum (c’e’ chi onestamente ammette che era giustificato: personalmente temevo episodi isolati, personaggi da provocazione) ma poi? Perche’ dite che non e’ stato raccontato tutto? Una voce (Studioaperto) non puo’ oscurare tutte le altre. Non fate, ragazzi, lo stesso errore di generalizzare. Parlare, per partito preso, di cattiva informazione non giova a nessuno. Molto meglio combattere per migliorarla, al limite. E qui di seguito ecco alcuni interventi su vari blog (Mim*mina gia’ l’avevo ospitata ieri). Tanto per chiarire che non ci sono censure. Comunque, se vi va, il dibattito rimane assolutamente aperto. Meglio questo, che dopo Genova.
Chi c’era: è vero che le forze dell’ordine sono state brave, e altrettanto bravi sono stati gli organizzatori, ma a rendere sabato un giorno indimenticabile sono stati i presenti che hanno colorato e rispettato la città che gli ha ospitati. A loro va il merito maggiore, loro avranno la soddisfazione di dire io c’ero. Chi non c’era: peccato, non sa cosa si è perso. Franco Bellacci
Anche oggi abbiamo beccato per voi un grandioso documento di pessima informazione sul Social forum di Firenze. Dopo la rivista settimanale Panorama stavolta tocca al tg di Italia 1, Studio Aperto. Nell’edizione delle 18,30 è stato mandato in onda un servizio da Firenze. La cronista di Studio aperto dopo aver commentato le immagini dei molti negozi barricati – per lo più i 4 McDonald’s della città e banche – ha avuto la brillante idea di recarsi alla Fortezza da Basso, sede degli incontri del Forum e partenza dellamanifestazione di sabato che si snoderà fino allo stadio a Campo di Marte. Se avete visto il servizio di Studio aperto avrete sentito che la giornalista metteva in evidenzia uno dei viali che cinge la Fortezza, chiuso al traffico e transennato per tutto il suo percorso. Secondo la giornalista in questione quel viale sarebbe stato chiuso appositamente per il Forum, lei stessa ha commentato il fatto impaurita da una simile misura di sicurezza. “Vedete – ha detto atterrita la cronista – questo vuiale di solito è affolato di persone ma oggi non c’è nessuno, tutti sono barricati in casa”. Queste sono state, più o meno, le sue parole. Bene. Vi sveliamo il trucco. Quel viale, Viale Strozzi, è chiuso dalla fine di agosto a causa di lavori pubblici che interessano la viabilità intorno al perimetro della Fortezza. Da agosto infatti la circolazione in quel tratto è stata totalmente modificata e il piano dei lavori ha richiesto la chiusura di parte di viale Strozzi. Quella giornalista, non ci ha capito una mazza e per di più il suo sensazionalismo avrà sicuramente intimorito oltremodo l’opinione pubblica, oltre all’aggravante di aver detto una bella cazzata aumentando il numero di informazioni sbagliate sul Social forum europeo di Firenze. Martina
Senza retorica, cosa ho visto al Firenze Social Forum: Nessun treno speciale Livorno-Firenze alle 11 di mattina. I pisani non riuscire a salire sul treno normale già stracolmo di gente. La stazione di Firenze piena come nemmeno d’estate. Quiqueg e la sua bicicletta, accompagnarci fino alla Fortezza. I bagni pubblici con file kilometriche. I pochi locali aperti gonfi di gente. Il corteo iniziare due ore prima perchè alle 13 si era gia’ troppi. Un ragazzo barcollante che urina per strada, una ragazza che urina in un angolo, un altro che vomita, tutto nel raggio di 30 metri. Una marea di gente che si ingrossa man mano che si avanza. Persone riempire bustoni di cartacce per lasciare pulito. Stranieri che chiedono agli italiani cosa vogliono dire gli slogan che urlano. Italiani che chiedono ai livornesi cosa sono i “mugoloni” che il Vernacoliere vorrebbe fare a Bush. Ragazze che distribuiscono fiori. Bambini con il segno della pace dipinto sul viso. Gruppi di ragazzi che ballano per strada al ritmo di bonghi e tamburelli. Ragazze commuoversi abbracciando mamma Giuliani. Gente alle finestre salutare con la mano, un’anziana signora sventolare un golfino rosso, un bambino strombazzare il campanello della sua bicicletta, cinesi osservare attoniti da dietro il vetro. La Pizia
Stamattina mi trovavo a Firenze. Mi sembra che tutto sia tornato alla normalità, tranne che per il Mc Donald’s e lo Spizzico davanti la stazione ancora chiusi e sigillati (ma qualcuno li ha ripuliti dalla scritte) e alcune scritte sulle impalcature e sui negozi veramente chiusi per ristrutturazione, che i fiorentini si fermano a leggere con divertimento. Ah, della serie non generalizziamo; ieri La Nazione riportava la foto dell’insegna del negozio di Bruno Magli (scarpe) con la scritta “opening soon”, come se avesse chiuso per Social Forum, a me risulta che è veramente in corso di allestimento, a differenza di altri negozi con la stessa scritta apparsi negli ultimi giorni… Di turisti in verità non ne ho visti tantissimi, il calo c’è stato non si può negare. Di imbrattamenti, sporcizia (oltre la solita) e devastazioni nemmeno l’ombra. La gente ne parla ancora; ho colto diverse frasi per le strade, negli uffici e sul treno, non mi sembra che in generale se ne parli in modo negativo. Mim*mina
Caro Pino Scaccia, la sua è stata una bella risposta. Si chiede dove sia lo scoop nei nostri blog. Ha ragione, non c’è lo scoop. E deve esserci per forza? Non eravamo noi a cercarlo e pare quindi comprensibile che non l’abbiamo trovato. Casomai la beffa si è verificata per tutti quei giornalisti che si aspettavano chissà cosa, e non mi pare di generalizzare se dico queste cose. Non mi pareva di generalizzare neanche nel primo post, affermando che intorno al SFE si era generato un troppo accanito panico. Quello che segnalavo nella prima mail non era l’informazione post-SFE ma pre-SFE. Sarebbe stato fin troppo meschino – addirittura impensabile – prendere per il naso così tanti lettori/telespettatori. Soltanto Emilio Fede ci poteva provare, e ci ha provato. * Non mi riferivo neanche al suo lavoro, quindi la ringrazio della sua spiegazione ma, riadattando la sua risposta, una voce non può rendere limpide tutte le altre. * E per mostrarle che anche io sono in buona fede, le dico che come collaboratore de il Corriere di Firenze mi sono sentito in dovere di raccontare in modo ironico e quasi spensierato i preparativi del SFE. E per mostrarmi ulteriormente in buona fede le dico che io non sono affatto un no-global, eppure quelle giornate fiorentine non hanno potuto che far presa su di me. Così le ho raccontate con entusiasmo, come tutti quei blogger che lei – molto cortesemente! – ha letto. E non mi è parso che molti giornalisti presenti a Firenze trasudassero entusiasmo nel raccontare – perchè il giornalista quello deve fare, o sbaglio? – il SFE. Quindi se voi cercavate lo scoop io mi sono trovato il “contro-scoop”che, per dimostrarle fino a che punto eravamo arrivati, sottopongo alla sua lettura. * ah, dimenticavo. Anche Toni Capuozzo del tg5 sembra abbia detto che “oggi a Firenze non ci sono stati disordini, quindi le nostre telecamere si sono ridotte a riprendere le conferenze del Forum”. Questa voce – un’altra! – non l’ho sentita io personalmente ma, come al solito, la parte femminile del mio blog, di cui credo di potermi fidare. Signor Scaccia, ma non sarà che alla fine l’unica cronaca giusta è stata la sua? * Sono d’accordo con lei: miglioriamo l’informazione!!! ed è per questo che le ho posto domande, mica per tirarmi la zappa sui piedi. E poi “vogliamoci bene” …è logico che ce ne vogliamo, sennò a che servirebbe questo “carteggio”..? Non vorrei essere apparso come quello che attacca l’informazione, anzi, se la categoria acquista maggior credibilità per me non è che un vantaggio. In ogni modo la ringrazio enormemente per l’attenzione che ha dato alla mia mail e ai nostri racconti, sinceramente non me l’aspettavo. Samuele Venturi
Parlare e’ sempre importante. Ci si puo’ avvicinare. E magari anche scoprire che le distanze non sono poi cosi’ grandi. Vedi, intanto non ti aspettavi tanto spazio. Ti dico una cosa che ho detto ai ragazzi che stavano a Genova accanto a me quando sparavano i lacrimogeni: io sono stato a Chernobyl, sotto il sarcofago, a disastro appena avvenuto, e poi dietro ai rifiuti tossici in tutto il mondo…volete che non sappia dove va il nostro povero pianeta? E poi le guerre: Kuwait, Croazia, Nagorno Karabach, Kosovo….e poi Kabul… ci ho passato mesi… volete che non sappia cosa significa vedere la gente morire, avere paura? Sono stato nelle favelas sudamericane, nel centro dell’Africa…volete che non sappia cosa sia la fame? E anche sulle montagne calabresi e sarde: volete che non sappia cos’e’ la disperazione?
su firenze si è detto tanto, ma la maggior parte delle cose dette riguardavano la paura del social forum (prima dello svolgimento delle manifestazioni) correlate da terribili presagi e poi della tranquillità e del successo della pace per la città, con tanto di elogi ripartiti tra i vari politici (gli stessi che prima giocavano a scaricabarile sulle responsabilità in caso di incidenti). si è discusso sulla fallaci (che fa di tutto per far parlare di sè) e di tante altre banalità… ma forse si è raccontato poco di quello che erano lì a fare quelli del forum sociale europeo… peccato, forse poteva essere interessante! Diana
Hai ragione. Tutti hanno parlato piu’ dei contorni che dei contenuti. Tutti. Compresi quelli che hanno partecipato.
Vedo che la discussione ormai è nata e procede anche sulle pagine di altri blog, quindi ritengo di non fare cosa sgradita a scriverle ancora. Ho letto anche la sua risposta, ancora una bella risposta. Ma in genere si risponde a domande, e lei non l’ha fatto in modo esauriente. Guardi che io non la sto attaccando. Sto cercando spiegazioni da un professionista dell’informazione. Ed è anche “grazie” a tutte le catastrofi a cui lei ha assistito che potrebbe spiegarci che cosa sia l’informazione. Forse mi sbaglio, ma lei sembra si stia difendendo e questo sinceramente non mi piace. Primo perchè io non sono così presuntuoso. Secondo, se lei pensa esclusivamente a difendersi non esiste discussione. Terzo, perchè mai dovrebbe difendersi? Io credo che un blog vada utilizzato anche per spiegare tante cose che – forse comprensibilmente – in tv non si possono/vogliono dire, come appunto i mali dell’informazione. Samuele Venturi
“Il corteo, tutto bene?” “Pare di sì, ma noi abbiamo visto solo un sacco di gente. Alla tv hanno detto qualcosa?” “La rai, quasi niente. La Sette ha fatto la diretta, ma c’era quello là… quello grosso… ormai scoppiava dalla rabbia. È berlusconiana, la Sette, sapete?” “Anche lui ha pur bisogno di un canale, poveretto” Leonardo
Forse ho sbagliato tono. Non volevo difendermi, non mi piacciono semplicemente i luoghi comuni. Per esempio quando si dice “la Rai (sul social forum) quasi niente” non si dice la verita’. Tg1 e Tg2 hanno aperto i telegiornali per tutte le giornate fiorentine con dirette e almeno tre servizi, il Tg3 ha addirittura dedicato la meta’ (quindici minuti su trenta) del notiziario all’evento. Poteva probabilmente essere fatta meglio, ma l’informazione c’e’ stata e abbondante. Gli equivoci, le divisioni nascono spesso dai preconcetti. Ha ragione Mim*mina quando dice che si e’ parlato piu’ dei contorni che dei contenuti ma, devo essere sincero?, neanche nei vostri interventi ho visto discutere dei temi, piuttosto avete dedicato spazio al racconto di giornate di festa. Ma non avete sbagliato, perche’ la vera notizia, il dato che e’ emerso dal social forum, e’ stata proprio la festa, cioe’ il coinvolgimento, lo stare assieme, il dimostrare che i new global sono solo gente che vuole un mondo migliore. Personalmente ho assistito a qualche dibattito ma la risposta vera e’ stata quella di scendere in piazza, tutti insieme: mezzo milione contro la guerra. Non c’e’ bisogno di discutere sulla guerra: non va fatta e basta, ed ecco tutta questa gente che lo urla. Ricordare le mie esperienze era un modo per dire che sono dalla stessa parte. Non e’ facile discutere di liberta’ d’informazione in un Paese, come il nostro, dove gli editori veri non esistono perche’ nessuno legge. E non parliamo poi della verita’. Cos’e’ la verita’? Mi piace molto, Samuele, la frase di Sigal che sta in testa al tuo sito: “La notizia non e’ cio’ che accade, ma cosa qualcuno dice sia accaduto”. Capita spesso, anche in buonafede. Se uno guarda la guerra dalla parte dei croati la verita’ e’ quella, se la guarda dalla parte dei serbi, e’ l’altra verita’. Credo che fare un’informazione corretta sia dar conto delle due verita’. Personalmente ho il vezzo di voler guardare sempre le due facce della realta’ (dopo un mese di New York, tanto per dire l’ultima, ho chiesto di andare a Kabul). Quello che ho imparato e’ che non ci sono buoni e cattivi, che le guerre sono tutte sporche. Adesso il blog. Se Genova e’ rimasta nella storia del movimento come l’avvento delle digital-cameras (erano centinaia), Firenze sara’ ricordata per i blog. Un modo nuovo, diretto, efficace, assolutamente libero di raccontare. Le telecamere servivano a Genova per documentare, i blog a Firenze sono serviti per discutere. Del resto, credo di avere le prove della mia buonafede. Nonostante abbia la fortuna di operare in un mezzo di informazione potente come il Tg1, eccomi sul blog, dove mi diverto perche’ e’ possibile comunicare direttamente. Per chi lavora in un grande giornale il problema e’ sempre quello dei rapporti con chi sta dall’altra parte. Pensate quant’e’ bello , e utile, uno strumento come questo che permette di “parlarci”. Noi tutti che abbiamo a cuore l’informazione, forse abbiamo scoperto il sistema per migliorarla. Parlando insieme, semplicemente.
Ascolto i racconti di chi ci è stato e vedo le fotografie. E’ vero tutto pacifico tutta una grande bella festa, gente colorata, gente piena di coscienza capace di guardare così lontano, così lontano, fino a più in là dell’america. Allora mi chiedevo perchè non invadere la Sicilia, con la grand e bella festa di un milione di persone che iniziano a guardare un po’ più in qua, e si va tutti a dare una mano a quei lavoratori che rischiano di non avere di che sfamarsi? Una volta si faceva. Non una festa. Un milione di incazzati che minacciano, urlano si fanno sentire operai tra gli operai. Poveri tra i poveri. Non vale, dite, eh? Sì poi io sono un po’ scontata, sarà perchè ho 38 anni e molti calli sulla schiena o forse solo perchè mio malgrado ho dovuto imparare che la vita non è semplice. Io sono scontata e continuo a chiedermi come un disco rotto le stesse cose… Un po’ di buon senso. Bombardano in Iraq? Si vada tutti in Iraq. Diventiamo tutti sudditi di Saddam, tra i sudditi di Saddam. Facciamo festa. Mark Bernardini e G.Mascia sono stati inquisiti per il netstrike, al quale io partecipai, insieme ad un altro paio di migliaio di internauti? Bene io mi autodenuncerò insieme ad altri scontati come me alla procura della Repubblica di Bologna. Compagna tra i compagni. Non so voi, ma a me è così che gira la vita ora. Resistere ha un senso solo quando si resiste quindi, se si potesse produrre da Firenze qualcosa di positiva memoria non sarebbe meglio? L’informazione non ci aggrada? Okkupiamo l’informazione. Informiamo noi. Muoviamo le chiappe e facciamo. Non è festa e non è facile? Lo so, ma io sono sicuramente meglio di emilio fede e di quelli come lui. La protesta è protesta se si protesta per migliorare. La tv non aggrada? Spegnetela (sic) E’ semplice, credetemi. Rita Pani
Sarà pur vero che alcuni lati dell’informazione sono omologati…. che i giornalisti spesso si limitano a digitare sulla maschera dell’articolo le agenzie…. che è più facile fare la lista delle associazioni presenti piuttosto che capire cosa propongono… che di Emilio Fede ce ne sono tanti… Bene: visto che qui siamo sul blog e siamo liberi e possiamo anche confrontarci con uno (Pino) che capisce, ma perché qualcuno non mi dice cosa veramente non è stato detto? Ossia: da giorni vedo questi interventi sul social forum. Qualcuno mi dice di cosa si è parlato a Firenze? I progressi fatti da Porto Alegre? I progetti proposti? Gli step successivi? Quali sono stati i punti fondamentali del dibattito? Qualcuno sa rispondere? E’ questo che bisogna chiedersi e su questo discutere..e non solo e sempre su ”l’informazione è pilotata..ecc”. Bene visto che molti lo pensano, allora questo è il vero forum per comunicare le proposte concrete che sono state fatte al Social forum. Altrimenti diventate come i tanto odiati giornalisti.. parole, parole, parole……… Laura
Neanche a me piacciono i luoghi comuni e credo di averne dato dimostrazione partecipando al SFE nonostante le mie idee differenti da quelle dei no-global e il timore da cui mi ero fatta anch’io contagiare. E’ vero, nei blog si parla soprattutto della festa e non si affrontano i temi oggetto del dibattito; per questo posso parlare solo per me e devo dire che nelle mie cronachine fiorentine ho tentato nel mio piccolissimo di attirare l’attenzione sui dibattiti, segnalandone alcuni che mi parevano interessanti. Non penso però che alle redazioni dei giornali e delle Tv fosse difficile trovare un paio di persone esperte per parlarne. Lei dice: “Credo che fare un’informazione corretta sia dar conto delle due verità”; concordo ma non credo si possa negare che l’informazione prima del SFE ha rivolto l’attenzione al 99,9% solo verso una delle due verità. E’ vero, c’era il timore di incidenti, ma c’era pure chi diceva che gli incidenti non ci sarebbero stati e che si sarebbe soltanto discusso e di molti argomenti; quest’altra voce purtroppo non ha avuto molto spazio sui mass media. Non sopravvalutiamo il ruolo dei mass media e la loro influenza sul pubblico, anche alcune dichiarazioni di rappresentanti del mondo no-global hanno contribuito ad acuire la tensione e la nostra classe politica non ha dato il meglio di sé stessa in questa circostanza. Ma non commettiamo neanche l’errore opposto. Se i mass media avessero posto di più l’accento sulle vere ragioni dell’incontro e meno sui potenziali problemi di ordine pubblico, probabilmente l’atmosfera sarebbe stata diversa, meno tesa, più festosa, più rilassata fin dall’inizio. Certo, detto col senno di poi è più facile, ma credo sia utile sottolinearlo per non ripetere in futuro lo stesso errore. La cito ancora: “Firenze sara’ ricordata per i blog. Un modo nuovo, diretto, efficace, assolutamente libero di raccontare. Le telecamere servivano a Genova per documentare, i blog a Firenze sono serviti per discutere. Non so, a parte Lei e pochi altri (mi vengono in mente Sabelli Fioretti e Sofri, sicuramente mi dimenticherò qualcun altro ma non penso che i numeri crescano di molto), quanti altri giornalisti se ne siano accorti. I blog sono ancora un fenomeno marginale in Italia, ma certo le potenzialità del mezzo sono enormi, anche per stabilire “rapporti con chi sta dall’altra parte.”, cioé come forma di dialogo, interscambio e persino controllo tra chi informa e il suo pubblico. Mim*mina
Mi piace. Mi piace che il dibattito continui. Ha ragione Rita quando pensa al dopo, ma anche Laura che finalmente mi da’ ragione, e anche Mim*mina e’ seria e concreta (ma quando parlo dei blog mi riferisco proprio ai vostri, non a quelli dei giornalisti di professione: la novita’ e’ questa). Al di la’ delle parole, a dar retta al sondaggio (anche quello che ho visto sul sito di Samuele concorda in sostanza) genericamente si ritiene che prima del social forum ci sia stata una cattiva informazione, buona invece durante e dopo. Ma mica finisce qui.
Io non so, onestamente, se il forum sia stato molto o poco coperto dal giornalismo televisivo. Ero a Firenze e non ho potuto vedere la tv. Ma non mi sembra una cosa tanto grave. Quando ero bambino mi sembrava che tutto accadesse solo in diretta tv. Ma ora è diverso: c’è internet, la radio, i quotidiani. E non sono cresciuto solo io, nel frattempo, ma anche altri milioni di persone. A costo di sembrare un po’ antipatico, confesso di attendere il giorno in cui anche noi italiani cominceremo a considerare la tv come i nostri cugini francesi, tedeschi, anglosassoni: non l’agorà nazionale, ma un elettrodomestico utile a intrattenere le massaie mentre stirano e i bambini dopo i compiti. Il giornalismo serio (anche per bambini e massaie) dovrebbe percorrere altre vie. Quanto ai blog, non credo che debbano mettersi in competizione col giornalismo ‘ufficiale’. Il mio, almeno, non ha questo scopo. La cosa più interessante dei blog non sono gli eventuali scoop (e lei ha ragione, a Firenze non ce ne sono stati), ma il nuovo rapporto che s’instaura tra lettori e autori, come me e lei. Credo che questo tipo di rapporto in futuro cambierà profondamente la figura del giornalista, anche se non saprei dire in che modo. Ma in meglio, mi auguro. Leonardo
Il giornalismo serio si puo’ fare dappertutto, anche in televisione. Ma e’ vero che a quell’”elettrodomestico” si da’ troppa importanza. Ogni cosa che avviene (o non avviene) in Tv diventa un evento. Sbagliato: al tempo d’oggi e’ una fonte di informazione e di intrattenimento, come altre. Sui blog ho gia’ detto e siamo d’accordo: la grande svolta e’ il rapporto.
Credo siamo arrivati a un tal punto nella discussione che si debba fermarsi un attimo a riflettere su quello che è stato detto, così poi potremo ricavarne delle conclusioni. Mi sembra che così facciamo un passo avanti e due indietro. Io posso anche essere d’accordo con “Laura che le dà ragione”. Dice di voler sapere cosa è scaturito dal Social Forum, se no diventiamo come i tanti odiati giornalisti, parole parole parole. D’accordissimo!!! Ma, ripeto, quello che volevo sollevare con il mio primo intervento non andava contro il post-forum. Se il SFE non ha concluso niente (ne dubito) non è certo colpa dei giornalisti. Io mi riferivo al PRE-sfe. Vale a dire che per leggere su un quotidiano i temi affrontati a Firenze si è dovuto aspettare domenica 3 novembre, mentre dei possibili disordini – e tutti avete sentito quanto se ne è parlato – è stato scritto e detto da mesi! Capisco benissimo che per i mass-media la NOTIZIA era la guerriglia, ma mi è sembrato comunque un po’ esagerata la copiosità con cui lo si è fatto. Ma anche se a Firenze non si fosse concluso niente, allora dobbiamo ritenere l’evento una cazzata? Sinceramente ritengo che tutte le conferenze siano state un ottimo mezzo per INFORMARSI: sulle guerre, sull’informazione stessa, sul terzo-quarto mondo, sull’economia, sul liberismo, sulla pace, su gli ogm. Ci sranno stati sicuramente tanti altri temi ma penso possano bastare. E credo anche in tv e sui giornali, oggi come oggi, spunti per simili discussioni non se ne trovino. E se qualcuno trova insignificante anche il corteo, allora gli rispondo dicendogli che la CGIL – e non solo – scende nelle piazze e sciopera da un anno contro l’articolo 18 senza ancora aver ottenuto nulla. Le chiedo, signor Scaccia, qual è stata per lei la NOTIZIA in quei giorni passati a Firenze? Se fossi stato al suo posto – con tutto il polverone alzato su possibili disordini – avrei detto all’Italia: “Non ci sono stati segnali di violenza( la NOTIZIA più importante che tutti attendevano), ma da Firenze, vedendo marciare unite 1 milione di persone, si evince che la gente si è rotta le palle di questo mondo!” (l’altra notizia, quella vera). Mi intenda però, non la sto attaccando, non so cosa lei abbia detto, non ho visto i suoi collegamenti. In ogni modo io sui giornali ancora non ho letto niente sulle conclusioni tratte dal SFE. Ma secondo lei, se davvero il SFE fosse stato inconcludente, nessun media l’avrebbe segnalato? Nessuno avrebbe detto: “questi cialtroni hanno bivaccato cinque giorni a Firenze e non hanno concluso niente…” E’ una domanda la mia, lei è sicuramente più informato di me. In ogni modo io leggo anche la cronaca di Firenze su Repubblica e sul Corriere di Firenze, ma anche oggi si parla di questo… allora che dobbiamo fare, strangolare i giornalisti perchè le uniche notizie rimaste sul SFE sono queste? Io rimango sulla mia posizione: condanno il PRE-sfe e assolvo il POST-sfe. Samuele Venturi
Credo che dopo tante discussioni un punto d’incontro l’abbiamo trovato. Siamo tutti d’accordo sul “pre”, cioe’ sulla cattiva informazione. Come siamo d’accordo sul grande significato da dare (l’ho gia’ detto nei giorni scorsi a chiare lettere) a una manifestazione cosi’ folta che dice no alla guerra. Ma chi ha sottovalutato il corteo? Sinceramente non l’ho letto da nessuna parte (sarebbe stato stupido).
Io nel corsivo di Scaccia ci vedo la solita spocchia del Giornalista Professionista e SUPERPROFESSIONALE che ti cita nel blog ti fa i complimenti ma che alla fine tira una bella linea e dice: ragazzi (sic!) ora torniamo nei ranghi i blog non sono il TG1. Sono meglio dico io. Discutere da quale pulpito poi venga la predica ci porterebbe lontani. Magari dopo. Cesare
L’unica linea che metto e’ fra chi ama parlare (come stiamo facendo) e chi neppure capisce di cosa si parla.
Qualcuno lamentava che a Firenze non c’erano stati scoop? Eccolo lo scoop, in Campania. Vediamo come si comportano i Tg ADESSO. Io un po’ me lo immagino… Vediamo quanto ha significato il Social Forum di Firenze. Vediamo anche quanto è realistico l’appello di Rita: “L’informazione non ci aggrada? Okkupiamo l’informazione. Informiamo noi.” Se fossero confermate, le accuse contro Caruso & C. sono tali da mettere ognuno di noi nel mirino della legge: “Propaganda sovversiva, istigazione a disobbedire alle leggi dell’ordine pubblico”. Cosa vuol dire, concretamente? Bruno
Concretamente e’ una brutta storia. Associazione sovversiva, come i terroristi. Caruso nel carcere di Trani, come i brigatisti rossi. Non mi piace, se vuoi il mio parere, proprio perche’ a Firenze erano stati fatti passi avanti molto importanti nel dialogo. Qualcosa nel sistema giudiziario forse non funziona se una piccola Procura puo’ mandare all’aria tutto. Pero’ voglio continuare ad avere fiducia nella giustizia: ho conosciuto Caruso a Napoli quando venti poliziotti sono stati messi in galera perche’ violenti. I tg? Non li ho visti tutti, ho visto il mio, il Tg1. Che ha aperto con la notizia, naturalmente, corredata da tre servizi in cui si dava conto delle varie posizioni. Cioe’ prima il fatto (il fatto resta l’arresto) poi i commenti, le reazioni, le rimostranze del mondo no global. Credo che si sia trattato di informazione corretta. Cioe’ che ha dato conto di tutto e di tutti (magari non sarai d’accordo, mi dispiace). Devo aggiungere pero’, in conclusione, una nota personale: la tua mail mi e’ arrivata stamattina prima addirittura che pubblicassi sul blog la notizia. Evidentemente ti eri indignato. Ho aspettato per metterla in attesa di ricevere quella che prevedevo una valanga di mail sullo stesso tono. Invece la tua e’ rimasta l’unica, in assoluto. Come non mi pare che (per ora) sugli altri blog ci sia niente. Magari domani sara’ un altro giorno.
con melba stamattina ci chiedevamo che c’entrasse la procura di cosenza con le indagini sui fatti di napoli e genova. scopro in un articolo di Giuseppe D’Avanzo che il laborioso lavoro dei ros condensato in un dossier di 980 pagine e’ stato presentato prima ai pm di genova che lo hanno trovato inutilizzabile poi a quelli di torino con il medesimo risultato poi a quelli di napoli che ugualmente trovano che dal punto penale il dossier sia fuffa e infine tentano con cosenza, e a cosenza il pubblico ministero fiordalisi si convince delle buone ragioni dei ros Pippi
Leggendo i capi d’accusa mossi ai 20 no global indagati rimango molto interdetto. Se realmente queste persone hanno messo a ferro e fuoco Genova e Napoli allora vanno arrestate, e non importa se a Firenze il Movimento non ha generato caos. Questa ipotesi però non mi convince ugualmente. Se poi i 20 no global avevano creato una associazione terroristica vanno arrestati, ma a quanto sento non c’è una sola prova. E quindi che cavolo di operazione sarà mai quella dei ros? E con che criterio i pm hanno intimato l’arresto? Dopo la pace e la tranquillità di Firenze ripescare il passato del Movimento era l’unico modo per gettare ombre sul futuro. Queste alcune considerazioni, ma senza una presa di posizione ben precisa, perchè ancora non riesco a seguire l’evolversi della vicenda. Due parole sull’informazione data dai media. E’ legittimo dare la notizia, ovviamente, non se ne poteva non parlare. Ascoltando il servizio del tg5 sinceramente – e forse distrattamente – mi è parso di capire che questi capi di accusa erano davvero pesanti e tutti inconfutabili. Seguendo invece Otto e mezzo ho capito che niente era dimostrato. Ripeto, forse ero distratto durante il tg. Samuele Venturi
Secondo il mio modesto parere,la clamorosa denuncia dei NO-GLOBAL,nasconde un secondo fine. Caruso era un modesto sconosciuto e ora è conosciuto nell’Italia e nel mondo.Praticamente l’arresto ha compattato il movimento e gli ha dato valenza politica.Non riesco a capire gli oppositori dei giovani arrabbiati.Parlando di loro volevano colpirli e invece hanno ottenuto l’effetto contrario.Ad ogni modo a molti fa gola questo movimento politico .composto da giovani.perchè??? Ma perchè i vecchi partiti sono composti da vecchi bacucchi che dicono a più riprese: ai miei tempi si viveva bene .L’avvenire è dei giovani e poi cosa dicono di diverso i no-global:attenti che continuando così si rischia di far precipitare il mondo in un casino .I recenti misfatti di crollo dei titoli in borsa la dicono lunga sulla bontà della globalizzazione.La privatizzazione selvaggia dell’Argentina ha già fatto un disastro,la vogliamo provare anche noi? Con questo non approvo tutto il movimento ,ma poi i famosi Blak Blok chi li ha mandati? Sarei curioso di saperlo. Giovanni
Forse hai ragione, ma a me non interessa il “cui prodest”. Le ipotesi, anche in questo caso, sono tante: c’e’ chi dice addirittura che sia una manovra del Polo per dimostrare che la giustizia non funziona. Ma io devo credere ai giudici. Per questo sono arrabbiato. Perche’ si e’ trattato di venti arresti nel momento sbagliato con motivazioni definite “friabili” anche da un penalista esperto e non certo di sinistra come Biondi.
La condanna di Andreotti
Mi sento anormale. Subisco lo choc al contrario. Infatti, l’aver appreso che il senatore Andreotti è stato condannato a 24 anni di galera per essere stato riconosciuto colpevole d’essere stato uno dei mandanti dell’omicidio Pecorelli, mi ha lasciato al quanto indifferente. Lo choc vero e proprio l’ho subito quando ho sentito paventare dal vostro presidente del consiglio, l’intento di riordinare la giustizia in Italia, mi sono detta …. ” O mai guuuuuddd ….. E che accidenti s’inventeranno ancora dopo la cirami? “La risposta me l’ha data subito dopo il vecchio senatore cossiga! ” Bisogna ripristinare l’immunità parlamentare” … SBADABOING… (altro choc) E quindi? Quindi nulla, l’Italia va avanti malgrado noi, a fasi ovviamente alterne. Io resto in attesa del prossimo choc, pensando a quello che avrà provato il *povero* previti. Insomma, per uno che ha pensato alla cirami come un tram per la Procura di Perugia, dover oggi dire che la stessa Procura è politicizzata, e mirare a farsi processare là…. O per la peppa! Non sono choccata ma dopo averlo scritto mi sento confusa. Insomma sì, se vogliamo choccarci in Italia basterebbe davvero poco. Che ne sò? Si va in galera per aver usato verdure marce come proiettili, mentre in uno stadio due *tifosi* vanno in campo a stendere il portiere della squadra avversaria, mandandolo all’ospedale. (ma i violenti siamo noi) Un presidente del consiglio pluri inquisito in odore di … CUT troppe cose da elencare ] afferma di voler *ricostruire* la giustizia…. Un senatore viene condannato insieme ad un mafioso per l’omicidio di un giornalista che non ci stava a *stare* …. Mi pare davvero quest’ultima la cosa più …CUT. Rita Pani
Non e’ cosi’ semplice. Di Pecorelli bisognerebbe parlare a lungo: non era “esattamente” un giornalista. O non solo. Ma il problema non e’ neppure la condanna ad Andreotti (che comunque, all’eta’ sua, non andra’ mai in galera). E’ la giustizia che mi preoccupa. Frequentando l’ambiente giudiziario si resta spesso sconvolti, interdetti. Molte volte si processano le persone e invece nei processi dovrebbero contare i fatti. Vale per gli ex democristiani o per i no global o per Pacciani. Sempre. Ho seguito direttamente il processo di primo grado: non c’erano le prove, cioe’ i riscontri, contro Andreotti, ce n’erano sicuramente di piu’ contro Vitalone che invece e’ stato assolto. Lo dico da cittadino A proposito di fatti: per esempio Pacciani era un autentico mostro come uomo, da impiccare solo per quello che aveva fatto alle figlie, ma non era secondo me e secondo l’ultima sentenza il mostro di Firenze. Parafrasando proprio il commento a caldo stasera di Andreotti, vien da dire in senso oggettivo che “voglio crederci, ma mi resta sempre piu’ difficile”. Anche se sono, naturalmente, anch’io spaventato da una giustizia sotto controllo. Forse bisognerebbe solo cambiare sistema.
Non mi hai choccato nemmeno tu, nel senso che disgraziatamente ricalchi il (purtroppo) noto. Prima o poi si sapranno, al solito, le motivazioni di una sentenza, arrivata con fatica non solo per il tempo impiegato dai giudicia giudicare, ma tempo in anni, se non erro più di 20. Non mi chocca, appunto perchè comunque la galera non la vedrà nessuno e la giustizia starà solo scritta sulla carta. Al delitto, non seguirà pena. (Ed anche su questo, volendo si potrebbe aprire un altro dibattito). L’arresto dei no-global è cosa differente. Ho letto stralci dell’ordinanza, ed è sì non solo choccante, ma altamente preoccupante. Basti pensare che si ricorre al codice Rocco. Ho scritto oggi da qualche parte del paradosso di questo tempo. Da una parte c’è un movimento che scende in piazza per la difesa di un mondo che va in malora ogni giorno di più, dall’altra, per esempio, un gruppetto di neonazisti, guidati da un deputato della nostra repubblica che inneggia AI FORNI…. Sai quelle figure che frettolosamente potrebbero essere sudivise in buoni e cattivi. I buoni,sono oggi in galera, e che sono buoni non l’ho detto io, che potrei anche essere di parte, che sono buoni, questi *sporchi figuri in odor di comunismo* l’ha detto un frate, ricordando quanto aiuto diano ai diseredati della parte diseredata di questa Italia. Ecco perchè non mi chocca un Andreotti condannato… Mi preoccupa un Kossiga che salta in sella e mi preoccupi anche tu, quando cadi nel tranello, pensando che ci voglia una riforma. Posso umilmente ricordarti chi, oggi, sarebbe fautore di questa riforma? Rita Pani
La sintesi spesso e’ fuorviante. E’ un discorso, quello sulla giustizia, cosi’ articolato e complesso che non e’ possibile sintetizzare. Lo so che la condanna di Andreotti non c’entra niente con l’arresto dei no-global: colpa della sintesi. Mi riferivo alle prove. Servono prove, sempre, per condannare e servono prove (cioe’ elementi certi) per arrestare. Insisto: sempre. Cioe’ con chiunque. Non e’ un discorso ne’ di destra ne’ di sinistra, parlo da cittadino che potrebbe incappare, come chiunque, in questa giustizia. Ho anche detto: valutando tecnicamente le prove, che ce n’erano di piu’ per Vitalone, eppure e’ stato assolto. Non ci sono ancora le motivazioni dell’appello ma ho letto quelle della prima sentenza e scagionavano completamente Andreotti (“per non aver commesso il fatto”). Io non ci sto a questa giustizia e i vari gradi non mi sembrano una garanzia, come i fatti dimostrano. Ho parlato di Pacciani perche’ non ha riflessi politici (eppure Vigna dopo aver beccato il mostro e’ diventato procuratore antimafia). Un tribunale lo ha condannato a ventiquattro ergastoli!, un altro lo ha assolot. E parlerei di Cogne, dove un collegio giudicante fa letteralmente a cazzotti con altri. Insomma, il dibattito e’ appena cominciato. Ma restiamo nei termini oggettivi, senza pensare alle persone. Ne’ alla politica.
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Qualche sera dopo a sono stato a cena con Andreotti. E’ un modo di dire. Fra noi c’era di mezzo un tavolo. Stavamo nello stesso albergo, a Palermo, dov’e’ imputato di mafiosita’. . Era al tavolo con tutto il suo staff difensivo. Ha parlato sempre lui, ininterrottamente, per tutta la cena. Un vecchio guerriero che rinasce quando sente odore di battaglia. Previti l’altro giorno si chiedeva perche’ tutti hanno difeso Andreotti e lui invece e’ stato ricoperto di attacchi. Beh, almeno una risposta c’e’: Previti non e’ Andreotti, non lo e’ mai stato, ne’ lo sara’ mai. Nel bene e nel male.
La mattina dopo ha rilasciato in aula una dichiarazione volontaria. “Mi affido a Dio per vivere fino a quando non avro’ giustizia” ha detto alla corte. In serata escono rivelazioni sui verbali dell’ultimo pentito che lo accusa, Nino Giuffre’ detto “manuzza”. L’ex luogotenente di Provenzano svela che c’era un progetto di uccidere Andreotti (oltre a De Gennaro e Martelli). Che strana che e’ la mafia.
Il terremoto: solo parole?
Io le chiamo le “case di latta”. mi e’ venuto in mente qualche anno fa, durante il disastroso infinito terremoto umbro-marchigiano. Le case di latta sono i container. Tremendi d’estate, pazzeschi d’inverno. Adesso e’ inverno e sta arrivando il grande freddo. Le ultime vittime di quest’Italia bellissima e fragilissima, quelli di San Giuliano, hanno lasciato le tende, ma non sono potuti tornare a casa perche’ il paese per ora non c’e’ piu’, devastato dalle scosse. Sono tornato in Molise, per dar conto di una promessa: di non abbandonarli, perche’ si sa quando i riflettori si spengono e’ la fine delle speranze di ricostruire qualcosa. In quest’informazione spesso schizofrenica, il loro dramma e’ sparito dai giornali, soffocato dalla bufera inaudita sulla giustizia.
Forse mi sono sbagliato, ma ho gia’ sentito due scosse. In realta’ qui la paura non e’ passata. Il terremoto tecnicamente non e’ finito e nessuno puo’ sapere se e quando l’energia possa tornare a scatenarsi. I container, le case di latta, ancora non ci sono. La gente di San Giuliano continua a vivere in quelle di stoffa, cioe’ le tende. Per domani e’ in programma l’abbattimento di molte di quelle vere, le case del paese, le piu’ lesionate. E, come sempre, sara’ lo spettacolo piu’ angosciante, subito dopo la morte di quei poveri bambini nella scuola. .
Che possiamo fare noi con un blog, che è fatto solo di parole? “Solo” di parole? La parola è il fiammifero senza il quale nessuna candela di speranza può ambire ad accendersi… e si sa che con una candela se ne possono accendere molte altre, senza che quella candela perda nulla della sua luce. Giulio Pianese
Sto qui, nel Molise, Giulio. Sono stato molto oggi con i bambini. Stare con loro mica significa parlare. Vogliono giocare, il loro mestiere e’ sorridere, e allora mentre i grandi lavoravano e parlavano, noi ci siamo messi a giocare a pallone. Ho cominciato a lavorare anche io e ad infilarmi nel paese sventrato quando sono arrivati i burattini. Non c’era piu’ bisogno di me, a quel punto. Povero mondo quando i bambini non sorridono piu’.
Si, credo che abbiano proprio bisogno di non sentirsi soli, ed ogni parola puo’ essere una luce di speranza per guardare meglio al futuro La forza di quei bambini sopravvissuti al crollo della scuola ci fa guardare oltre E’ da li che si ricomincia da capo, la quotidianeta’, e’ per loro che si deve in qualche modo reagire, ce lo stanno insegnando. Nessuno sapra’ mai come ognuno di loro portera’ dentro di se’ questa tragedia, loro, i bambini, sanno indossare quella maschera per nascondere le proprie paure, i dubbi e le perplessita’ meglio di chiunque altro…quasi fino ad ingannare se stessi. Non deve far notizia una squadra di calcio a portare un po’ di gioia, quello e’ un momento dedicato a loro, rispettiamolo in silenzio, e apriamo un sipario sul freddo sui disagi nel vivere in quelle case di stoffa, ai nonni con tutti i loro acciacchi ed un solo unico desiderio.Quello di voler mantenere le loro origini che li spinge a non mollare. Non molliamo tutti noi, per quelle case di stoffa, per le case di latta che seguiranno, senza dimenticare che il terremoto del Molise e’ un’altra catastrofe che va ad aggiungersi ad una lunga lista, dove le case di latta sparse da Sud a Nord sono ancora oggi abitate, in quei luoghi dove oramai e’ calato il sipario ed i muri non sono che un caro ricordo…*i ricordi sono acqua e l’acqua e’ memoria…* Silvia M.
C’e’ un punto, in alto, da dove si puo’ vedere tutta San Giuliano. Hanno messo un croce. Mentre giu’ in paese, i vigili del fuoco cominciavano ad abbattere le prime sei case, li’ in quel punto in alto c’era una ragazzina. Guardava e piangeva. Non ha aperto bocca, neppure si e’ girata. Sono sicuro che quella che andava giu’ a pezzi una volta era la sua casa.
Ho visto il suo servizio ieri dal Molise e mi è piaciuto molto. Credo sia giusto continuare a raccontare quello che sta accadendo, in modo semplice e pacato; mi aveva molto colpito la cosa che ha detto giorni fa, cioé che sono le stesse vittime del terremoto a chiedere ai giornalisti di non andarsene per non essere dimenticati. Purtroppo nelle ore e giorni successivi alla tragedia abbiamo assistito a cronache (non sue, a onor del vero) che non erano tanto di documentazione e denuncia, quanto di vera e propria speculazione sul dolore altrui e questa cosa mi aveva molto indignata e anche rattristata. Avevo sentito porre domande del tipo (ricopio dal mio blog) “anche lei ha estratto dei bambini?” “ma i bambini sotto le macerie che facevano? piangevano? parlavano? che dicevano?” “tu ti sei salvato, ma i tuoi amichetti?” Barbara
Quanto hai ragione: si’, ci sono state esagerazioni. Siamo troppi, questa e’ la verita’. Appena ho un attimo di tempo facciamo un discorso serio sulla televisione, sulla schizofrenia e sul rampantismo. Cioe’ quando l’informazione fa male, invece che far bene. Con il risultato che poi ci rimettiamo tutti.
leggo le lettere , i commenti, sull’accaduto del molise. e mi pongo delle domande, come mai queste stesse persone , (se no chi?) stanno spessissimo davanti alla tv a guardare i vari tipi di conduttori piu o meno simpatici e spiritosi?(sfido ,li coprono di miliardi) tanto da fare audience? e tutte ste bellone e belloni che piu o meno nudi sorridono con vacua estressione alla macchina da presa sono davvero quegli essere intelligenti che vorrebbero far credere? .è una cosa deprimente , come quando battono le mani al passaggio di un feretro ?, ma sanno cosa e il dolore questa gente? o è sempre tutta una scena ?d’altra parte cosa ci si puo’ aspettare se ormai le sceneggiate partono dall’alto? i cinesi dicono .,”il pesce puzza dalla testa” è diventato tutto cosi uguale monotono che la natura è stufa e si ribella ed eccoci che ci da uno scossone come per dire, “gente datevi una mossa” Tecla Maria Wan
Dopo che hanno rubato, si mettono le porte di ferro. Dopo il disastro di San Giuliano, nelle scuole di tutt’Italia si corre ai ripari, con controlli di esperti, dichiarazioni di agibilità, chiusure di classi o intere scuole “non sicure”. La situazione è seria, certamente, le strutture di molti istituti italiani sono fatiscenti: solo che ci si poteva pensare prima, anziché far degenerare il tutto in una fobia incontrollata e, in molti casi, esagerata. E come ci si poteva aspettare dalla tragedia è nato un ottimo spunto per non andare a scuola, come se non fossero bastate le miriadi di scioperi che hanno costellato questa prima parte d’anno scolastico. Ad approfittare sono loro, gli studenti: li ho ritrovati tutti in mezzo alla strada, i ragazzi della ragioneria che è di fronte la facoltà. Una scena che ho vissuto non so quante volte: i soliti tre o quattro che organizzavano scioperi e manifestazioni (alcune legittime, altre meno) e gli altri, la massa, indecisi sull’entrare o no, impazienti di attendere la notizia che un altro giorno di scuola è saltato. Pamela delle 99 posse girl, rappresentante in un istituto professionale di Cassino, mi spiega l’accaduto: “non entriamo semplicemente perché non ci fidiamo dei controlli che ci sono stati, o meglio, che il Preside assicura ci siano stati, mentre che altri negano”. Uno sciopero ad oltranza, anche fino a Natale, una manna per gli svogliati dello studio. Una fobia collettiva, una situazione che ricorda un po’ quella della mucca pazza, se mi permettete il paragone: scoppia l’epidemia, tutti vegetariani. Qualche controllo, il tempo che passa, si ritorna a mangiare carne. Che sceneggiata… Riccardo Galletti
Rewind… un aiuto per il Molise. Sarebbe stato bello una volta tanto vedere la tv schierata tutta insieme in uno spettacolo a favore dei terremotati ed invece… anche in casi come questo la guerra fra reti ha prevalso, mettendo in secondo piano lo scopo principale. E cosi’ fra gli appelli patetici dei grandi vip da una parte, ed un asta altrettanto patetica dall’altra e’cominciata la conta: chi ha fatto di piu? quale programma e’ stato piu’ segiuto? Anche in questo caso non si sono risparmiati, la famosa macchinetta Auditel ha preso il sopravvento . Avrei voluto ricordare gli angeli di San Giuliano con la messa in onda di una bella favola e d una trasmissione si, di solidarieta’, ma almeno per una volta abbattere le barriere dei canali…qualcuno ha detto**se la tv fosse un po’ meno competitiva, secondo me, ne guadagnerebbe in termini di comunicazione e anche di tranquillita’ “Ciò che non fa bene all’alveare non può far bene alle api”. (Marco Aurelio) Silvia M.
Lo sai , cara Silvia, cosa ci dicono le vittime di qualche disastro quando vedono smontare le tende televisive? “Non andate via, quando andate via non esistiamo piu’”. Triste, molto triste. E ingiusto.
Pino Scaccia, 30 novembre 2002-11-30



