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Finalmente nel mondo qualche segnale di pace

23 luglio 2010

La guerra in Afghanistan continua. Bombe, migliaia di bombe, ed errori. Morti per sbaglio (?) Negli Stati Uniti cominciano ad avere qualche dubbio sull’intervento che si preannuncia lungo e difficile, come del resto avevano previsto ampiamente i tecnici militari. I talebani resistono e annunciano un’aspra resistenza, come ai tempi dei sovietici, che difatti non riuscirono a piegarli. Personalmente insisto: e’ una guerra che si puo’ risolvere piu’ con la testa che con i muscoli. Il nemico e’ praticamente invisibile e, antrace a parte, puo’ tornare a colpire in qualsiasi momento. Intanto, qualche segnale arriva dai territori dove gli israeliani hanno mollato Betlemme. E ci sembra un gesto confortante, anche sul piano simbolico, e non c’e’ bisogno di spiegare perche’. Tornando all’America, il dibattito sull’azione militare continua, anche fra la tribu’ – sempre attenta e appassionata – del Mail Jockey, come vedrete dalle lettere. Spesso non c’e’ bisogno di rispondere perche’ e’ molto stimolante la contrapposizione fra i pareri, segno che i nostri amici hanno la testa che comunque funziona. E hanno talvolta anche lo spirito per ironizzare. La maggioranza mi sembra tuttavia (lo dico per cronaca) ancora contro la guerra, come conferma anche il sondaggio sul mio sito: solo il 33 per cento si dice favorevole all’intervento. L’unica certezza che possiedo e’ che ne dovremo parlare ancora per molto tempo. Permettetemi infine un piccolo vezzo: nella foto sopra il titolo, sono negli studi della Rai corporation di New York, durante una diretta subito dopo il crollo delle torri.

From: strano62
Sent: Saturday, October 27, 2001 5:11 PM
Subject: chissà…!!??!!

Ciao Pino, anche se non ti scrivo quasi mai, devi sapere che seguo sempre la tua rubrica su questo meraviglioso sito, e anche se non condivido sempre le  tue idee, d’altronde mi sembra normale differire in qualcosa altrimenti sarebbe
una noia tremenda, ti apprezzo moltissimo. Ti scrivo perchè sento il bisogno di esprimere il mio parere e sopratutto la mia rabbia per ciò che sta accadendo in questi giorni. Io sono tra quelli che condannano fermamente l’atto terroristico alle torri, è stata una cosa veramente atroce, però allo stesso tempo sono veramente sdegnato da quello che stà accadendo in palestina, sembra che l’occidente “così saggio e civile” non riesca a capire il dramma che stanno vivendo i palestinesi da quando israele fa quello che più gli piace e pare in quella zona con il tacito consenso e appoggio economico e probabilmente anche militare degli stati uniti d’america. Speravo e forse mi sono sbagliato che quell’atto assurdo compiuto l’undici settembre a new york, potesse in qualche modo far capire agli usa che era ora di cambiare politica, di cominciare a fare una politica che aiutasse a risolvere i vari conflitti che ci sono nelle parti calde del mondo e  invece stanno continuando esattamente come prima. Probabilmente la mia era pura illusione, ci sono troppi interessi economici che “impediscono” all’occidente tutto di intervenire a favore dei popoli più deboli del mondo. La cosa che più mi fa paura di tutto questo, è che io vivo in un paese tranquillo d’Italia e quindi tutto sommato se volessi me ne potrei tranquillamente fregare, ma quando poi vedo quei programmi che ti mostrano la cruda realtà vissuta da quelle persone e da quei bambini, che forse non sanno neanche cosa significa essere bambini, viste le condizioni di “vita” che conducono, bè allora mi si intorcinano tutte le budella e mi cresce una rabbia feroce dentro che mi porta ad odiare tutti coloro che si  accaniscono contro queste persone. Quello che a volte penso e dico quando vedo queste cose, è che vorrei che gli ebrei che hanno vissuto in prima persona una delle tragedie più grosse del mondo, non abbiano fatto tesoro di quello che gli è successo in senso positivo, ma ne abbiano approfittato per diventare a loro volta dei carnefici feroci e senza scrupoli, dei dittatori veri e propri perchè  sanno di avere alle spalle la nazione più potente del mondo che li difende a  spada tratta. Mi viene quasi voglia di dire “forza palestinesi, riprendete ciò che vi spetta con qualsiasi mezzo, anche se questo dovesse significare un altro olocausto”. CHISSA’ SE SARA’ POSSIBILE FERMARE TUTTO QUESTO ODIO SENZA DOVER  STERMINARE QUALCHE ALTRO POPOLO INNOCENTE!!!???? Io non sono un tipo violento, spero che nessuno interpreti male tutto ciò che ho scritto, io voglio soltanto che la gente capisca quanto è bella la PACE, anche se irraggiungibile.  stefano, perugia

From: Antonio Ambrosetti

Sent: Wednesday, October 24, 2001 5:31 PM

Subject: R: la posta di “FILO DIRETTO” online con P I N O S C A C C I A

Caro Pino, non ti ho mai scritto rompo il silenzio per augurare a tutti i critici degli americani le conseguenze delle loro tesi: al 40% di contrari di vivere in un mondo così come lo vorrebbe Bin Laden, i talebani (specialmente alle donne) e quelli come loro, dove tutte le libertà che abbiamo conquistato con fatica ci vengono portate via. Alla ragazza che critica la Bayer di vivere in un mondo senza vaccino per l’antrax visto che condanna un’azienda che ha dei valori molto più seri di quelli che io, tu o lei avremo mai nella nostra vita e che merita solo rispetto per aver trovato rimedi che hanno salvato milioni di vite umane (è un crimine farsi pagare per questo? ma vaff… chi gli paga a loro la ricerca? Gliela paga lei?) E’ facile fare i pacifisti con la pancia piena. Io mi ritengo a favore degli americani anche quando ammazzano i civili afgani perchè mentre noi andiamo in piazza a bruciare le loro bandiere loro mandano i loro uomini a morire ed a rischiare la vita per difendere anche le nostre libertà. Senza di loro e gli inglesi che vanno a MORIRE i vari Bin Laden riderebbero delle nostre minacce e non ascolterebbero i nostri tentativi di negoziazione perchè non contiamo niente. Scusami questo sfogo forse un po’ ingenuo ma ne avevo le palle piene di questi dibattiti demagogici sugli americani. Ciao, A.

From: Federico Giuliodori

Sent: Thursday, October 25, 2001 9:40 AM

Subject: ALLARME ANTRACE

Gent.mo Pino Scaccia,Le volevo illustrare una mia ipotesi riguardante l’allarme Antrace per saperne il Suo pensiero. Si pensa che anche dietro la storia antrace ci sia il terrorismo e quindi un collegamento con l’attentato dell’11 settembre. Sicuramente. Ma non potrebbe esserci anche, questa è una mia teoria, qualche azienda farmaceutica dietro, complice. Tutto questo allarme fa vendere milioni di antibiotici in tutto il mondo e non so quale altro e perchè no, qualche grande azienda farmaceutica non potrebbe avere questo forte interesse. Tra l’altro alcune delle aziende internazionali erano in crisi, vedi la Bayer dopo il caso lipobay. Questa mia ipotesi è un pò azzardata, ma i “ma” purtroppo sono tanti. La ringrazio per un Suo cortese riscontro e Le auguro davvero buon lavoro. Cordiali saluti. Federico

Da federico marini cagliari

Sent October 25

Subject contribuiamo alla lotta contro il terrorismo

Ricevo e rigiro.
Buona giornata a tutti :) Il presidente degli Stati Uniti ci ha chiesto di unirci per una causa comune. Visto che i fondamentalisti islamici si oppongono al consumo di alcool e considerano peccaminoso vedere nuda una donna che non sia la propria moglie, domani alle ore 12.00 (ora locale) tutte le donne sono invitate ad uscire correndo nude in strada (nei corridoi, ecc.) e tutti gli uomini sono invitati a seguirle con una birra in mano. Questo dovrebbe consentirci di identificare i terroristi tra di noi. Gli Stati Uniti vi ringraziano sin d’ora per il vostro impegno nella lotta contro il terrorismo. Si raccomanda la massima adesione.

Da Ramona G. (New York)

(Friday, October 19, 2001 9:59 PM)

Non mi sono mai mossa qui all’inizio c’era tanto stupore poi incredulita’ e alla fine tristezza tanta tristezza e’ una sensazione difficile da spiegare la vita e’ ricominciata praticamente da subito io non sono andata al lavoro solo il giorno dopo l’attacco ma non per paura ma perche’ piangevo pensando a tutte quelle persone morte e non riuscivo a fermarmi. Io ti auguro di avere ancora i bisnonni o conoscere persone molto vecchie e chiedilo a loro se non lo sai cos’e’ il Carbonchio Qui fanno tanto casino per niente ma sai com’e’ dopo quello che e’ successo si e’ tutti in allerta come in tutto il mondo!!!!!!!!!!

From: Aldo Moresco

Sent: Thursday, October 25, 2001 12:32 PM

Subject: piacere personale

Cari Amici, il recente conflitto afgano ha provocato una grossa fuga di profughi verso altre nazioni. Tempo fa in un mio viaggio a New York ho conosciuto una bravissima persona che, ora vorrebbe trasferirsi in italia e trovare lavoro (altrimenti non confermano il Suo permesso di soggiorno) Vi allego una copia del Suo curriculum sperando che qualcuno dei miei amici e colleghi possa inserirlo nella propria struttura aziendale. Mi sento di potervelo raccomandare perche’ e’ una persona meritevole e dicerta moralita. Ringrazio anticipatamente e saluto

BIN LADEN Osama

* 4a grotta a destra dopo l’uscita nord di Kabùl, (Afghanistan)

( Telefono arabo unicamente.

š beni@al-qaida.com

44 anni, sposato,

3 mogli, Nazionalità saudiana

ESPERIENZE PROFESSIONALI

2001

Mago

Gestione di una squadra e pianificazione di eventi mediatici

Ü Scomparsa di due torri di 110 piani.

Ü Modificazione di un Pentagono in Quadragono

2000

Bagnino

Rilassazione e fuochi d’artificio

Ü Animazione pirotecnica sul Destroyer USS Cole (porto di Aden, Yemen)

1998

Rappresentante

Sviluppo di un metodo di venta agressiva per i Ferrero Rocher

Ü Ambasciata degli Stati Uniti a Nairobi (Kenya)

Ü Ambasciata degli Stati Uniti a Dar es-Salaam (Tanzania)

1996

Chimico

Traduttore

Acquisto di 5 etti di uranio

Ü Concezione di una mini-bomba al sud di Kabúl

Ü Traduzione del Corano in Piemontese

1985-1990

Agente segreto Disco

Guerra in Afghanistan contro l’URSS

Ü Membro dei Village People versione Moudjahidin (“It’s fun to be in the CIA”)

LAVORI UNIVERSITARI

1999 Ü Tirocinio di fine corso:

Gran Satano, Piccolo Satano, come fare la differenza?

1998 Ü Tesi: “ Le Jihad et ses conséquences sur l’urbanisme ”.
Finanziato da BOUYGUES S.p.A. e BOEING INDUSTRY. Sotto la direzione di ALLAH. Note dei professori: lavoro troppo teorico. Un approcio empirico sarebbe raccomandato.
1996 Ü Università libera e democratica di insegnamento del Wahabismo

Dichiarazione di djihad (guerra santa), intitolato : “ Message di Osama Bin Laden ai suoi fratelli musulmani del mondo intero, e piuù particolarmente delle penisola araba: dichiarazione di Djihad contro hli amerciani occupanti li territorio sui cui ci sono due sante moschee ; espulsione degli eretici della penisola araba. ”

HOBBIES

Pettinarmi la barba. – Andare in giro coll’accappatoio e con un asciugamano in testa. – Fare campeggio all’aria aperta con i miei amici. – Tirare con una Kalachnikov davanti alle telecamere. – Giocare a Microsoft Flight Simulator 2001.

Post scriptum per Pino: Sei un grande! continua cosi’, e’ bello che ci siano due persone come te e il kruger che fanno pensare la gente senza rinunciare a farla ridere.

From: manuel <misterbuu@supereva.it>
Sent: Thursday, October 25, 2001 11:39 PM
Subject: messaggio da brugherio

ciao Pino La guerra ai terroristi quanto potrà durare secondo te sulle televisioni, ci sarà la censura totale o qualcosa trapelerà sempre; penso alle operazioni top secret? A novembre inizia il mese sacro per TUTTI i mussulmani e se non sbaglio sono circa un miliardo nel mondo. se i raid aerei continueranno non credi che il numero di persone disposte a seguire Osama potrebbe aumentare. Io credo (credere è una parola sempre enorme) che questa guerra sia giusta ma ho un po’ paura, non vorrei che fosse l’inizio di una guerra molto più sanguinosa. temo la follia che potrebbe accendersi nelle menti di chi non conosce il valore della vita umana, temo le loro armi e soprattutto temo che non potremmo riconoscerli fino al tragico istante della loro rivelazione. Spero di essere diventato un po’ paranoico e che tutto si possa risolvere velocemente e senza troppe perdite umane, anche un solo uomo in meno sarebbe come un universo intero per quello che mi riguarda. Sono contento che anche tu abbia un amico fedele, spero che anche il tuo ti rubi ogni tanto un po’ del tuo pasto, altrimenti non ci sarebbe gusto a cercare di sgridarli per poi osservare i loro occhi e dare loro quello che non sono riusciti a portarti via da sotto il naso. ti mando una foto di Brugherio spero ti piaccia, a proposito mi piacerebbe vedere una foto del tuo cane. Francesca ti saluta e con me ti augura le cose migliori.

Che bella Brugherio. Ci sono momenti in cui ci si riavvicina alle proprie cose e ci si tuffa nei propri luoghi, cosi’ fantastici, per dimenticare l’inferno del mondo. Questo e’ il mio Harpo. In posizione “normale”, cioe’ accoccolato sulla sua poltrona, in attesa naturalmente di…rubarmi da mangiare. Ma ci vuole cosi’ poco per farlo felice, basta un biscotto. Quanto dovremmo imparare dagli animali, ne sono sempre piu’ convinto. Scrivetemi ancora.

From: <jabbathehutt@tiscali.it>
Sent: Wednesday, October 24, 2001 9:13 AM
Subject: Partite del cuore?

Egregio Sig. Scaccia, mi capita ogni tanto di leggere le Sue e.mails; devo dire che mi dispiace ogni tanto di leggere alcune frasi “retoriche” che emergono dalle Sue risposte (anche se rare, quindi ancora più visibili). In particolare mi ha colpito negativamente la risposta che Lei ha dato alla lettera “partite del cuore” nella quale si scade nel falso più assoluto. Le ricordo, caro Signor Scaccia, che l’ospedale Gaslini di Genova è stato ricostruito grazie all’impegno PERSONALE dei giocatori della Juventus (squadra per la quale tifo), che i giocatori dell’INTER stanno portando avanti numerosi progetti di beneficienza, che il Sig. FRANCESCO TOTTI e il Sig. DAMIANO TOMMASI si danno da fare, tra un allenamento e l’altro e (perché no, sono ragazzi!!!) tra un divertimento e l’altro per aiutare i meno fortunati, e che tutti i calciatori, chi più chi meno, sono impegnati anche sul fronte della solidarietà. Molta, moltissima della beneficienza che viene fatta dai da Lei criticati “divi del pallone” (sembra essere una colpa, dalle Sue frasi…) non viene pubblicizzata. Non venendo pubblicizzata, sembra che non ci sia. In realtà quei “divi del pallone” fanno molto per gli altri; poi non li critichiamo se partecipano alle partite del cuore. È l’unico modo per mostrare alle persone che, come Lei, credono che i calciatori siano tutti egoisti (così come i divi dello spettacolo) la realtà dell’altruismo che, ogni tanto, aleggia anche nelle loro “vanitose” personalità. Non credevo ancora vi fossero queste idee nei confronti di chi è “ricco”, dunque genera invidia e allora viene bollato come egoista. I ragazzi del pallone sono i primi ad aderire alle iniziative benefiche (anche se in campo capita che “se le diano”) e lo “stragrande egoismo”, mio caro Signor Scaccia, è ben lontano dalle loro realtà. Cerchiamo di non cavalcare l’onda del sentimento popolare e usiamo la nostra testa ed i nostri occhi per giudicare gli altri. Perché non si dice che i governi, invece, dovrebbero stanziare più fondi? Perché solo l’impegno personale (dettato da spirito di fratellanza e carità, quindi giusto, ma da solo temo insufficiente) deve sopperire a situazioni di disagio? I troppo spesso criticati governi Statunitensi sono primi di gran lunga nella “lista” (classifica mi sembra brutto, anche se così può essere presentata…) dei “poteri” votati alla solidarietà. I nostri governi, invece, chiedono aiuto a noi cittadini (giustamente) ma non si impegnano più di tanto (ingiustamente). Appelli alla solidarietà di tutti sono inutili e ipocriti se comparati con la “sordità” del pubblico. Anche semplici iniziative (come quelle di Pessotto, Van der Sar e Zambrotta mi pare, che nel dicembre scorso andarono a trovare bambini malati negli ospedali vestiti da Babbo Natale) testimoniano una sensibilità personale da molti non considerata, a torto. Cordiali saluti. Dott. Maurizio Buccolini – Ancona

Il mio torto e’ stato quello di generalizzare. Ha ragione: molti calciatori fanno solidarieta’ e non solo economica. Ci sono ragazzi stupendi e generosi. Ha ragione anche sulle gravi carenze dei nostri governi, sempre pronti a chiedere oboli ai cittadini. (Ma non facciamo l’esempio degli Stati Uniti: li’ la beneficenza si scarica dalle tasse). Non ce l’ho neppure con i ricchi, si figuri, personalmente mi sento un privilegiato appena mi guardo intorno. Solo che non esageri: i “divi del pallone”, come gli altri divi, sono effettivamente superpagati, in maniera spropositata. Non e’ una questione pratica. Ne facevo una questione morale. Ho frequentato per anni calciatori (ho cominciato scrivendo di sport) e ho frequentato l’ambiente dello spettacolo. Le garantisco che non ho trovato tutti santi. Devo dire che i cosidetti artisti sono peggiori degli sportivi, di gran lunga, sul piano dell’egoismo. Detto questo, ci si puo’ anche stimare, pur non essendo d’accordo,no?

Da Roberta B. (Perugia)

(Thursday, October 25, 2001 9:30 PM)

Hanno pubblicato via internet un libro di una persona che mi sta molto a cuore, il mio ragazzo! Ti suggerisco, se puoi/vuoi, di andare a vedere il libro sul sito www.eeditrice.com . Lo scrittore in questione si chiama Nicolò Favaro. Se pensi che potrebbe essere un buon lavoro mi farebbe piacere che magari lo rendessi noto a tutta la Tribù!

Questo invito era per Kruger, ma spero che tu legga la mia risposta perche’ mi hai incuriosito e sono andato a vedere il libro online del tuo ragazzo. Beh, sinceramente: lo trovo in gambissima, specie perche’ (leggo) ha solo diciotto anni. Scrive in maniera diretta, ma e’ soprattutto un sognatore. E guai a chi mi tocca i sognatori! Si’, stai proprio nel sito giusto.

From: Carlo Zeuli <czeuli@cartesio.net>

Sent: Wednesday, October 24, 2001 7:22 PM
Subject: Riflessioni

Caro Pino, leggo sistematicamente il tuo filo-diretto, e mi aggiorno sugli  orientamenti del mondo, moonitorando quelli del mondo virtuale, di cui il tuo sito rappresenta un campione rappresentativo, a mio parere. Ti mando uno stralcio di mail che ho corrisposto con una mia amica, a cui ho dovuto chiedere di eliminare l’indirizzo di posta elettronica di un altro mio amico, che ha ricevuto, per errore, posta da lei e che, insospettito, mi chiedeva come fosse capitato il suo indirizzo ad una persona sconosciuta. Mi ha colpito il tono di questo amico, nella sua palese diffidenza e nel dissimulato timore nei confronti di ciò che è nuovo e sconosciuto. Questo mi ha suggerito un facile accostamento con gli attuali umori, improntati alla diffidenza tra etnie. Perciò, vincendo la mia ritrosia a chiarificazioni fondate sul sospetto e sulla logica del “tenersi a distanza”, mentre sono più propenso a favorire l’avvicinamento tra le persone e le culture, in genere, ho dovuto proporre all’amico schivo un’ipotesi di spiegazione fondata sugli attuali automatismi informatici, che catturano gli indirizzi nella propria rubrica e li mantengono come propri potenziali corrispondenti. All’amica, inconsapevole mittente di corrispondenza incontrollata, ho dovuto chiedere, con tatto, di togliere dalla sua rubrica gli indirizzi non conosciuti e ho provato a giustificare il timore inconsulto del mio amico, nei suoi confronti. egue lo stralcio della lettera alla mia amica:  Egli mi chiedeva chi tu fossi e perchè gli inviassi abitualmente della posta, pur non conoscendoti. E’ capitato anche a me di ricevere posta da gente sconosciuta e, per quella forma “aberrante” di prudenza che sopprime ogni spinta emotiva e disincentiva ad ogni sorta di conoscenza, evito di aprire la posta ricevuta da mittenti non perfettamente conosciuti. Dall’AIDS ai virus informatici, dagli attentati chimico-batteriologici alla strage delle Twin Towers, questa escalation involutiva che imperversa nel genere umano ci sta portando alla sterilità intellettuale, sociale, culturale e, per ciò che attiene alla fisicità delle comunicazioni a cui si rinuncia, anche alla sterilità riproduttiva. A mio avviso, per uscire da questa profonda crisi mondiale del libero scambio di informazioni e di conoscenze (comprese quelle bibliche), bisogna distruggere la sotto-cultura fondamentalista della più becera interpretazione strumentale dell’islamismo. Essa tende a criminalizzare, a colpevolizzare e a penalizzare tutto quanto attiene al ludico, alla gratificazione e alla felicità, per perseguire la logica perversa, e anche un po’ stronza, della limitazione generalizzata del genere umano e perseguitare tutto quanto ci sia di bello in questo mondo, proprio perchè Bello. Non a caso, la persecuzione più criminale perpetrata ai danni dell’umanità, in pieno terzo millenio!, consiste nel vilipendio della bellezza femminile, e del godimento estetico di essa, come patrimonio dell’umanità. Questi “bacchettoni” nazionali dei talebani ci rubano la natura stessa del nostro pianeta e della nostra umanità. E’ come sparare sulla Croce Rossa o incendiare le riserve naturali e i parchi faunistici. Sono il degrado di ogni civiltà mai esistita e quello che mi fa sentire maggiormente di rabbia è che quello sconsiderato di Berlusconi, tra tutte le cose che avrebbe, a ragione, potuto dire, ha detto l’unica stupidaggine in grado di far scatenare un incidente diplomatico di portata mondiale, con il mondo arabo. La logica e, mi dispiace per lui, l’ntelligence strategico e la politica mondiale (nell’accezione più aulica e scientifica della parola) vanno esattamente nella parte opposta. Mi vergogno di lui e, nella misura in cui un popolo merita esattamente il governo che si è dato, mi vergogno di me, pur avendo, a parziale discolpa, il merito di non averlo votato! Non se se, ancora, non l’hanno capito, dove si devono capire queste cose, che questo è un conflitto di filosofie, di ideologie e di religione. Perciò non è una guerra convenzionale. Bisogna “bombardare” l’ostracismo fondamentalista pseudo-religioso di chi, economicamente, sguazza nella strumentalizzazione religiosa e pretestuosa, abbindolando proprio quelle classi povere e defraudate dagli stessi meccanismi politico-economici che hanno fatto la “fortuna” (in senso quantitativo) di personaggi come Bin Laden e di tutti i mercanti d’armi, di droga, ecc … comunque di morte. Allora, questo conflitto potrà finire, o essere scongiurato nelle sue più catastrofiche conseguenze, solo con l’accostamento filosofico tra le varie confessioni religiose e le varie religioni monoteiste (e non solo), attraverso un dialogo rispettoso delle reciproche identità. Proporrei il Papa quale il miglior moderatore ed ambasciatore del mondo occidentale, esortando il mondo islamico, nella figura e nel ruolo di un gotha di pari statura, ad incontrarsi, insieme con il Dalai Lama e le  guide delle altre religioni, per scoprirsi reciprocamente, conoscersi ed avviare un patto di rispetto e di convivenza reciproca. Questo primo passo farebbe da pista di decollo per le diplomazie e le intese politiche. Eliminando lo spauracchio religioso, che attecchisce sulle masse di gente povera (in ogni senso), si sottrarrebbe ossigeno al mostro fumoso e invisibile dei fondamentalisti di ogni stirpe, quelli ricchi, che ci sguazzano nel pretesto di false Jihad e di false operazioni “… durature”, che nascondono, piuttosto, mire imperialiste, da ambo le parti! Se Bush fosse intelligente, e non solo militarmente opportuno, avrebbe chiamato questa guerra “Rispetto duraturo”, invece di “Giustizia infinita” o altri proclami enfatici, che hanno il solo scopo di accendere la miccia dell’intransigenza e dell’allontanamento dalle diversità, che è esattamente l’opposto di quel dialogo, capace di portare alla pacifica convivenza delle diverse etnie. Fino ad allora, manterremo la minaccia della suddetta sterilità, a tutti i livelli a cui si può, attualmente, pensare, oltre a tutto ciò che, ora, è ancora inimmaginabile. Scusa se ho approfittato della tua attenzione per riflettere, durante la stessa dattiloscrittura, su avvenimenti imprescindibili, dai quali non ci si può estraniare e che, forse, in senso lato, hanno una qualche attinenza con quella sfiducia malata verso il prossimo, i cui primi sintomi di diffidenza li riscontriamo nello sguardo sospettoso di chiunque si trovi vicino a noi e che, ci interroga, con lo sguardo, per capire come potremmo mortificare le sue speranze di sopravvivenza e di serenità. Auguriamoci, di poter vivere in mondo migliore, in cui il prossimo non sia un potenziale nemico, ma un potenziale amico e nel quale l’attuale approccio sociale, improntato alla presunzione d’innocenza, non venga sovvertito con la presunzione di colpevolezza. Per una persona, come me, dove il bicchiere è sempre mezzo pieno, i talebani (e tutto lo squallore che rappresentano) incarnano l’immagine metaforica dell’altra metà (vuota) del bicchiere, in cui sta versando il nostro futuro. Ti saluto caramente, Pino, e spero di leggere un tuo commento.

Ehi, Carlo, ma questo e’ solo uno stralcio? E la lettera intera quanto dura? Capisco perche’ la tua amica sia rimasta cosi’ scossa dal rifiuto di corrispondenza. Al di la’ degli scherzi, la diffidenza del tuo amico mi sembra assolutamente stupida, pero’ onestamente mi spaventa la reazione. Discorsi troppo grandi per un piccolo atto, forse, solo di paura. Del resto, che il web sia un mostro e’ vero. E’ fantastico ma va gestito. Per quanto mi riguarda, scrivo molto, ma non ho mai chattato, neppure una volta, perche’ non mi piace “parlare” non tanto con chi non conosco (sono abituato) ma con chi potrebbe fingersi qualsiasi cosa. Non e’ reale: non ne ho paura, ma semplicemente non mi interessa. Sai perfettamente inoltre che ogni motore di ricerca che si rispetti ha adottato un filtro per togliere di mezzo un po’ di rompiballe (e di rotture ne riceviamo ogni giorno, ognuno di noi). E quanti siti seri chiedono la conferma dell’iscrizione alla mailing list per evitare coinvolgimenti passivi? Per non parlare, naturalmente, dei virus. I virus informatici esistono, non sono un’invenzione, e possono essere devastanti. La prima regola non e’ forse quella di eliminare subito le e-mail arrivate dagli sconosciuti? Per finire alla pedofilia e a tutto il resto. Insomma, guardiamoci negli occhi, noi che frequentiamo la rete: un po’ di attenzione non guasta, senza per questo scomodare il Papa e i talebani. Non esageriamo.

Detto questo, se vi va, ma solo se vi va, potete pure dare un’occhiatina al sito del sottoscritto: www.pinoscaccia.com. Dicono che faccia bene alla salute.

PINO SCACCIA martedi’ 30 ottobre 2001 (ore 0,50)

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Apocalisse! E il rischio di una guerra totale con l’Islam

21 luglio 2010

Ricordo l’alba a New York. Quello che ti impressiona e’ che li’ non ci sono abitudini, ore fissate: tutto avviene sempre, a qualsiasi ora, perche’ la citta’ e’ talmente grande da ospitare bisogni e desideri molti diversi, di tutti. L’alba, in genere, e’ popolatissima: da chi non e’ ancora andato a dormire e da chi si e’ appena svegliato. Ripensavo all’alba fra i grattacieli, ieri. Popolata stavolta di fantasmi. Impauriti, attoniti. Bisogna conoscere gli americani per capire che per loro e’ anche piu’ pesante accettare di essere sconfitti, violati. Padroni (oggettivamente) del mondo si sentono invincibili e non riescono a capire come un nugolo di criminali sia riuscito a distruggere tutto, entrando dentro il sistema e il cuore della capitale del pianeta. Ma il problema (lo dico con estremo, commosso rispetto per tutte le vittime dell’attentato) non e’ neppure questo, ma nasce adesso. Sono anni, da quando stavo nel Golfo, che sento parlare del rischio Islam. E ormai tutti si sono resi conto che la Russia e’ da tempo (dal golpe) quasi una colonia americana, dunque e’ evidente che l’altra faccia della luna e’ ormai esclusivamente il mondo islamico. Se Bush dovesse rispondere militarmente, percio’, il rischio e’ enorme. Non si tratterebbe piu’ di un conflitto tutto sommato circoscritto (sia geograficamente che come interessi) come in Kuwait, ma si tratterebbe di sfidare una potenza grande e temibile che forse ha gli stessi armamenti e che in piu’ di noi occidentali puo’ contare su un fanatismo senza confini. C’e’ sicuramente da tremare. Sperando che la via della pace passi attraverso il dialogo. Certo da ieri il mondo e’ cambiato. Prendiamone atto. I giochi sono finiti, o appena cominciati?

Game over, i giochi sono finiti (comparsa su un muro di Genova)

Un giornalista francese a Montecitorio, durante le audizioni sul g8, mi chiedeva qualche giorno fa quale interesse ha avuto per gli italiani quello che e’ successo a Genova. In risposta, gli ho citato questa rubrica. L’interesse? Vedete, ancora arrivano lettere sull’inferno. E la prova che la questione e’ molto discussa viene dalle prese di posizione completamente diverse, anzi opposte. Quello che penso l’ho gia’ detto. Sicuramente qualcosa non ha funzionato. Ma per capire bisogna evitare le emozioni. Ha ragione e diritti chi protesta, ha ragione e doveri chi deve difendere il Paese. Sbaglia chi usa violenza, da qualunque parte sia. Lo hanno capito tutti: i leaders dei contestatori e i massimi responsabili dell’ordine pubblico. E’ importante. Soprattutto per il futuro.

Da: Alisia Data: Saturday, September 01, 2001 11:03 AM Oggetto: G8 genova

Salve, mi chiamo Pasquale, 38 anni. Non sono di dx ne di sx, ma per chi fa le cose giuste. Ieri sono tornato dalle vacanze, ho letto le varie opinioni, e ora dico la mia. Non bisogna prendersela con i poliziotti o chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico, perchè sono convinto che se i TEPPISTI non avessero provocato quella guerriglia da VIETNAM, sicuramente le forze dell’ordine sarebbero state al loro posto. Il ragazzo morto, purtroppo, non era un santo, e se il carabiniere non avesse sparato forse i funerali li avrebbero fatti a lui. Inoltre sono sicuro che coloro che dicono di aver udito cori fascisti, di aver ricevuto trattamenti violenti nelle caserme, sono anche loro dei teppisti, non credo a una sola parola. Nessuno si permetterebbe di picchiare senza motivo dei cittadini che si comportano civilmente. Sicuramente nella concitazione degli eventi il singolo si è lasciato prendere la mano, purtroppo succede, ma non è giusto che il processo si faccia alla POLIZIA, quando poi i TEPPISTI (i veri responsabili) che hanno provocato danni per miliardi stanno a piede libero. Purtroppo i magistrati si lasciano condizionare dall’opinione pubblica e strumentalizzare dai politici. Concludo: le forze di polizia dovrebbero incrociare le braccia e poi vediamo cosa succede!!! Ci vorrebbe, per i violenti, non le manganellate, ma la pena di morte.

Da: lebowski Data: Friday, July 27, 2001 11:38 AM Oggetto: su genova

sono allibito, sono un ingenuo. ho seguito la cronaca dei giorni di “rastrellamento” a genova. subito mi è apparsa chiara l’interpretazione di ciò che stava accadendo: mi sembrava di rivivere i momenti drammatici delle manifestazioni degli anni ’70. la sinistra stava facendo capire alla gente la faccia vera della DC che ci governava da decenni. come per incanto comparvero prima gli “autonomi”, che al principio fecero quello che il black block ha fatto a genova nei giorni scorsi, poi cominciarono a sparare alla polizia, dando modo alle “forze dell’ordine” di sparare sulla folla di manifestanti pacifici o di fare caroselli coi blindati schiacciando sotto le ruote chi capitava (vi ricordate le foto dei cecchini che sparavano appostati sui balconi lungo i viali delle manifestazioni?, io si!). a poi….gli anni di piombo: bombe, rapimenti, attentati. era cominciata la guerra, tutti in casa, la paura. e gli ingenui, tutti noi, a sperare, ad ascoltare lucio dalla che cantava “l’anno che verrà”. dispiace che tante persone, delle più diverse estrazioni sociali e politiche, siano ingenue tanto quanto me: crediamo che sia possibile avere delle idee, una concezione del mondo senza conflitti e senza fame. ancora una volta siamo caduti in una trappola, chiaramente preordinata e organizzata dettagliatamente, e siamo caduti vittime del terrore, di una violenza che neppure gli animali riescono a concepire. e siamo rimasti attoniti, allibiti. guardate negli occhi di chi veniva massacrato di botte a genova, non leggerete violenza, vedrete sorpresa. e tristezza.

A entrambi gli amici chiedo solo pazienza. Conosco i magistrati di Genova: sono persone serie. Stanno lavorando con onesta’. Aspettiamo dunque che riescano a ristabilire un po’ di verita’. A Pasquale vorrei dire che amo vivere in un Paese dove non c’e’ la pena di morte (che non serve certo a evitare la violenza come dimostrano i violentissimi Stati Uniti) e a Lebowski che bisogna distinguere i buoni dai cattivi. A Genova c’erano tantissimi buoni, ma c’erano anche i cattivi. Non e’ facile, si e’ visto.

Da: Rocco R. Data: 8 settembre 2001 Oggetto: la zona rossa

Divieto di manifestare per ragioni di ordine pubblico in occasione degli appuntamenti internazionali. Il divieto ha una struttura genuinamente paradossale. Non c’è bisogno di scomodare la filosofia per dimostrarlo. Basta un po’ di esperienza nella vita per rendersi conto che con la sua sola forma (“tu non devi…”) esso enfatizza, sottolinea e, fatto fondamentale, rende attraente quel medesimo che interdice. “Non devi fare X” significa che X non solo è possibile, ma che è anche piacevole e gratificante. Il ricorso all’incognita per indicare il contenuto del divieto rivela la sua assoluta contingenza. Qualsiasi comportamento, se vietato, può infatti assurgere alla dignità di meta del desiderio umano. Per questo chi volesse veramente combattare quanto di effettivamente distruttivo comportano le passioni dovrebbe in primo luogo cercare di immaginare un mondo il più possibile libero dalla forma del divieto. Perché i divieti sono la legna che permette al fuoco del desiderio di bruciare. Rocco Ronchi

Erika e Omar liberi?

Da: Lauraemme Data: 4 settembre Oggetto; Novi Ligure

Ho letto che Erika e Omar potrebbero essere scarcerati. Capisco i motivi tecnico giuridici ma ti sembra giusto, dopo tutto quello che hanno fatto? E’ come dire ai ragazzi: potete pure massacrare la famiglia che poi vi salvate con qualche terapia… Che strana Italia! Se i mostri di Novi Ligure tornano liberi, a spasso, non e’ certo un esempio per i giovani.

Toh, si torna a parlare di Erika e Omar. Anche questa vicenda e’ complessa. In uno Stato di diritto e’ giusto rispettare le regole che valgono per tutti. E dunque se sono scaduti i termini di carcerazione preventiva e’ giusto che anche i due ragazzi di Novi Ligure escano di prigione. Sul resto, sono abbastanza d’accordo con te, come sottolineai ai tempi caldi della storia. Essere minorenni per appena un mese non puo’ giustificare una sorta di impunita’. Ma per fortuna la maggioranza dei giovani e’ migliore di quelli che chiami mostri e che forse mostri non sono (ma il discorso sarebbe lungo: dove sono le nostre responsabilita’?).

Eritrea e pedofilia

Da: Aurora da Rovigo Data: Monday, September 03, 2001 12:07 PM Data: Eritrea

l’allucinante commento del tg4 l ho sentito anch’io, era “non dimentichiamo che i 12 anni in africa non sono come i 12 anni in italia….” e penso che l’indifferenza seguita a questa frase sia un segno molto inquietante. mi viene in mente che tempo fa parlavo con amici riguardo al turismo sessuale e il commento era “tanto lì non hanno una moralità come la nostra…”… a pensarla così erano animatori degli scout e dell’azione cattolica…gente che poi è andata a tor vergata al giubileo dei giovani e si è sentita “la parte buona della gioventù di oggi”… sono pensieri molto diffusi, troppo diffusi e(per la mia esperienza) soprattutto negli ambienti religiosi!!! un caro saluto, aurora

La pedofilia e’ un altro degli argomenti “preferiti” dalla tribu’ che evidentemente sa ragionare. Siamo tutti convinti infatti che, al di la’ di tutti gli altri aspetti noti, quest’orrore sia soprattutto frutto di una cultura deviata. L’indifferenza e’ sicuramente molto colpevole. Non solo. Quando una bambina (insisto: bambina) di quattordici anni e’ attualmente la top model piu’ pagata del mondo, e dunque rappresenta un sex symbol, e’ difficile poi spiegare che a quell’eta’ bisognerebbe essere solo oggetti da proteggere. E’ una battaglia dura, ma almeno proviamoci. Grazie Aurora, anche a te.

Vi ricordo il mio sito: http://pinoscaccia.homestead.com/inquestomondodisquali.html In questo mondo di squali. Spero che ci sia ancora qualcosa da salvare. Nel sito troverete anche un link che vi porta a una pagina speciale che ho costruito sull’apocalisse americana. Un omaggio alle vittime. Salutoni a tutti. E scrivetemi.

mercoledi’ 12 settembre 2001 (ore 18,45)

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Il giallo di Arce

20 luglio 2010

Una ragazzina trovata in un bosco con una busta di plastica in testa, mani e piedi legati con il fil di ferro. Si chiamava Serena, lo sapete. Studentessa di grandi profitti, dolcissima, fidanzatino, la passione per gli animali e per il clarinetto (suonava nella banda del paese) e con un padre maestro elementare che l’ha tirata su da solo dopo la morte della madre, dieci anni fa. Il delitto e’ cosi’ orribile che attira subito quello che noi chiamiamo il “circo”, cioe’ le grandi testate nazionali. Bastano un paio di giorni per scoprire che il suo paese, Arce, ha qualche problema di troppo. Droga. Criminalita’. Anche sette sataniche. Poi si scopre che Serena aveva chiuso forse con il fidanzatino, Michele, troppo geloso. Che e’ stata vista piu’ volte con brutta gente. Poi si scopre anche che la famiglia e’ un po’ strana. Nei paesini si sa sempre tutto di tutti e le voci fanno presto a girare: il padre, Guglielmo, prima ha avuto una relazione con una donna sposata, poi con una giovane ucraina. Sulla scena compaiono strani zii, strani cugini. Anche le notizie sono strane. Prima non si trova il telefonino di Serena, poi si ritrova addirittua in casa, in camera sua. Il padre dice che fino alle 17 dell’altro venerdi’ (quando la ragazza e’ sparita) era in casa. Una testimone, attendibile, ha visto Serena entrare in casa alle 16. E allora: non l’ha vista? In questa storia sicuramente c’e’ qualche bugia di troppo. Questa, per ora, e’ l’unica certezza. Insieme a un’altra: che forse la verita’ non e’ poi tanto lontana. Sia in senso temporale che a livello ambientale. Potrebbe addirittura essere dentro casa. Il giallo di Arce rischia, insomma, di essere l’ennesima storiaccia italiana.

PINO SCACCIA da Arce (Frosinone)  lunedi’ 11 giugno 2001 (ore 17)

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